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Il Ministero dell’Agricoltura posticipa l’applicazione della normativa europea

Riconosciuto l’operato diligente delle aziende vitivinicole

Federvini: apprezzamento per la misura del Governo che interviene a seguito della recente modifica apportata al Regolamento comunitario stabilendo la possibilità di utilizzo e di esaurimento delle etichette già prodotte

 

Roma  – “Esprimiamo soddisfazione per il significativo impegno del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida nel procrastinare l’applicazione delle nuove norme comunitarie di etichettatura dei vini. Una risposta istituzionale tempestiva che dimostra la comprensione dell’impatto economico che la misura avrebbe prodotto e che riconosce l’impegno diligente delle imprese del comparto vitivinicolo italiano che da tempo avevano provveduto ad allinearsi alle richieste della Commissione europea”, commenta Micaela Pallini, Presidente di Federvini, dopo l’emanazione del Decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste che autorizza l’impiego e l’esaurimento delle etichette già presenti a magazzino.

0.Federvini

Lo scorso 24 novembre la Commissione Europea aveva pubblicato le Linee Guida sulle nuove norme concernenti l’etichettatura dei vini e dei vini aromatizzati, a poche settimane dall’entrata in vigore del Regolamento OCM del 2021 stabilita all’8 dicembre prossimo. Un aggiornamento giunto solo a pochi giorni dalla decorrenza legale che introduceva una nuova interpretazione della normativa comunitaria riguardo l’aspetto delle etichette, stabilendo la necessità di apporre la parola “ingredienti” insieme al QR-Code informativo sugli ingredienti e i valori nutrizionali in sostituzione della sola “ì”, originariamente validata. Una novità inattesa che aveva destato una marcata preoccupazione tra le associazioni di settore a livello europeo e nazionale per il timore di dover procedere alla distruzione di centinaia di milioni di etichette già prodotte e all’impossibilità tecnica di provvedere alla stampa delle nuove, con conseguente danno economico ingente per le filiere produttive. 

 

 

 

- Press: Paola Garifi

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