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Italian Wines and Spirits
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Secondo l’Osservatorio Nomisma di Federvini, 

per gli spiriti

IL 2023 IN FLESSIONE NEI PRIMI 3 TRIMESTRI

SI SPEGNE L’EUFORIA DEI CONSUMI POST-COVID
Export degli spiriti: -2,4% in quantità, + 5% in valore

 0.Giornale Distillatori

 

 


Nel commentare la flessione del comparto vini, spiriti e aceti
evidenziata dai dati statistici nei primi nove mesi dell’anno,
la presidente di Federvini Micaela Pallini la attribuisce al
“rallentamento delle economie mondiali”, che ha pesato
sui risultati dell’export dei prodotti rappresentati dalla sua
federazione. Tuttavia, ha soggiunto, “il settore è resiliente e si
conferma un pilastro fondamentale dell’agroalimentare italiano.
Oggi più che mai è il momento di fare sistema di fronte alle
sfide internazionali”.

Pesano, sulle tinte opache del quadro tracciato dall’Osservatorio
Federvini a cura di Nomisma e TradeLab, le incertezze legate
alla limitata crescita del PIL e all’inflazione. Il rapporto rileva
che “il flebile segno ‘più’ del prodotto interno lordo nazionale
(+0,7% nel 2023 con previsione di +0,8% per l’anno prossimo)
è di fatto neutralizzato dalla tensione inflattiva (+1,8% sul 2022).
E’ uno scenario in chiaroscuro che ha influenzato il clima di
fiducia di imprese e consumatori: dopo una parziale stabilità
nel primo semestre dell’anno, si registra una flessione a partire
dall’estate.

Commenta la presidente Pallini: “Dopo un 2022 caratterizzato
da una forte ripresa post pandemia, l’andamento di quest’anno
era in larga parte previsto, anche alla luce di un quadro
caratterizzato da tensioni geopolitiche e dal rallentamento
più marcato nell’Eurozona. I dati del nostro Osservatorio
evidenziano nel complesso la capacità di resilienza del settore
dei vini, degli spiriti e degli aceti italiani che si conferma un
pilastro fondamentale dell’agroalimentare nazionale. Oggi
più che mai è il momento di fare sistema di fronte alle sfide
internazionali. La posizione dell’Italia in difesa di uno dei
suoi settori più rappresentativi dovrà trovare costanza e
continuità, non solo a partire dalla discussione sulla proposta
di regolamento imballaggi, che torna in agenda il prossimo
18 dicembre al Consiglio UE dopo un primo esito positivo
al Parlamento europeo, ma anche nel corso di altri processi
normativi quali quelli relativi a etichettatura e QR Code.”
Sul fronte delle esportazioni dei vini, l’Italia registra nei primi
otto mesi del 2023 una flessione pari allo 0,7% a valore, ma
una tenuta dei volumi (+0,8%).

“Luci ed ombre per il mondo degli spiriti”, si legge nel rapporto
Nomisma di Federvini, con una crescita a valore del 5%
rispetto al 2022 e un peso complessivo superiore al miliardo
di euro, ma con flessioni in volume (-2,4%). I liquori crescono
marginalmente in valore negli USA con un +1,4% mentre
perdono qualcosa a volume (-0,7%). Infine, l’export totale di
Grappa si contrae a volume di oltre il 12%, a fronte di una
riduzione a valori del 6%.

Spicca il segno più per gli spiriti italiani (+2,6%) rispetto allo
scorso anno, con un valore di circa 900 milioni di euro. Tra le
categorie, i distillati e le acquaviti rappresentano il 44,9% del
totale; seguono liquori dolci (19,8%), aperitivi alcolici (19,1%)
e amari (16,3%). Grappa e whisky si attestano tra i prodotti più
venduti in GDO.
Fra i liquori dolci rimane in testa il limoncello, affiancato dalla

sambuca e dai liquori cremosi. Spicca la crescita dei prodotti a
base d’uovo (+12,5% a valori) e al caffè (+9,9% a valori). Tra
gli aperitivi, si evidenzia un vero e proprio boom per gli alcolici
pre-miscelati (+25% a valori e +23,8% a volumi).
Infine, in totale è aumentato anche il numero di visite (+0,7%) nei
locali fuori casa. Nel periodo tra gennaio e settembre, in dettaglio
gli aperitivi serali crescono del 3% in termini di presenze e del
5% a valore, mentre crollano le occasioni dopocena e notturne
(-14% in presenze e consumi).

Ma i numeri cambiano se guardiamo esclusivamente ai consumo
fuori casa nei mesi estivi: il trimestre luglio-settembre del 2023
si è chiuso con un dato di contrazione rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno. Il dato negativo (-6% a visite e -4%
a valore) è il risultato di più fattori concomitanti quali il quadro
economico e inflattivo sfavorevole, il riferimento molto positivo
del 2022, le condizioni meteo altalenanti durante la stagione
nonché l’aumento del numero degli italiani che hanno scelto di
trascorrere le vacanze all’estero.

In termini di consumazioni, conclude il rapporto Nomisma, le
bevande alcoliche hanno rappresentato il 12% del totale dei
consumi (1,1 miliardi di consumazioni di vino e spiriti nel corso
dei primi tre trimestri dell’anno). Il consumo di vino e dei cocktails
alcolici è cresciuto dell’1%, quello delle bollicine del 9%. Riscontro
al ribasso invece per amari (-7%) e spiriti lisci (-11%).

 

 

- IL GIORNALE DEI DISTILLATORI

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Mensile di informazioni economiche, tecnologiche e normative
Anno XXXVI - n. 412 - Dicembre 2023 - ISSN - 0017-0119

DIREZIONE E REDAZIONE: 00188 via Saronno, 65 - TEL. 0633679865 - EMAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.