Valle Pellice, Valle Chisone, Valle Germanasca, tre valli sul costone delle Alpi Cozie,
fredde; il sole le abbandona appena passato il mezzogiorno per trattenersi più a lungo sul versante francese.
Qui hanno trovato dimora i protestanti in un’Europa densamente cattolica da quando Carlo Alberto di Savoia ha concesso loro le libertà civili, politiche e religiose attraverso le Lettere Patenti nel 1848, hanno custodito quei diritti con rispetto degli uni verso gli altri, molto progredendo nel campo dei diritti umani. Il loro motto è “Lux lucet in tenebris”, dove ‘lux’ sta ad indicare la fede che aiuta loro a vivere con gaiezza in un territorio povero di risorse, che hanno saputo rendere sufficienti ai loro bisogni. anziché nella chiesa fredda, celebrano i riti delle varie festività e insieme preparano il pasto che poi condividono.

Il 6 e7 febbraio è la ricorrenza più importante – commemorazione del riconoscimento dei diritti del 1848-e in questa festa si prepara la SUPA BARBETTA ( barbe=zio, nome dei predicatori in quanto il nome ‘padre’ era riservato a Dio). Si prepara un brodo con carne di gallina, ossa di maiale e oltre gli odori tradizionali –cipolla,sedano,carota-si aggiungono altre erbe profumate della montagna come ginepro, salvia,menta e cannella, chiodi di garofano, noce moscata; si prende una pirofila, sul fondo si mettono due foglie di verza, si ricoprono con grissini artigianali, si bagnano con il brodo ma in misura tale che non si sfaldino, sopra si mette della toma e si rimette un altro strato di grissini, inzuppati con il brodo e ricoperti di toma e di burro fuso. Prima di mettere in forno con un cucchiaio di legno smuovere leggermente il composto per assicurarci che il brodo sia stato assorbito. Sopra la pirofila è consigliabile mettere un foglio di carta da forno, dove deve stare per circa mezz’ora.
La PRUSTINENGA è uno stufato fatto con le interiora di capretto, con molte spezie e vino rosso.
La MUSTARDELA è un salume fatto di sangue, resti inutilizzati, grasso, interiora di maiale , spezie e vino.
Anche i prodotti caseari sono limitati perché si fanno con i residui del latte, usato per produrre burro e qualche toma; ci sono capre , non mucche. I prodotti tipici sono la JOUNCA’ e la SEIRAS del FEN; quest’ultimo viene avvolto in un panno imbevuto d’aceto e lasciato stagionare sul fieno di festuca di pino.
La cagnetta di Enrico
Nella cucina valdese è frequente l’uso delle CALHETTE che sono delle crepes fatte con il grano saraceno, cereale che cresce in zone di montagna e la cui coltivazione , negli anni bui della Controriforma, era stata proibita perché si riteneva che avesse proprietà abortive.
Ho gia’ accennato all’attenzione che questi cristiani evangelici riservano al rispetto della sensibilità altrui , ma vorrei raccontare un episodio che mi ha fatto capire come si può vivere in armonia tra diversità. Non so come mai, trovai per colleghe , in una nascosta scuola di borgata, un’insegnante di lettere e una di lingue, di religione valdese. Erano belle , con i capelli e gli occhi chiari, sorridenti e di un’eleganza pulita.
Una mattina vado nella classe dove nell’orario c’era STORIA e trovo la finestra aperta in pieno inverno, molti banchi vuoti e Carla –la docente valdese- che mi viene incontro e “non devi temere, sai, c’e’ la cagnetta di Enrico che deve partorire e lui stava in pensiero, logicamente e allora se n’è andato dalla finestra e alcuni amici l’hanno seguito…. Ma tornano, sai, io ho approvato la sua attenzione”.
E allora tutta la lezione verteva sulla cagnetta che si era rifugiata nel box del nonno di Enrico, che la nonna aveva rimediato vecchi stracci per fare una cuccia, che bisognava organizzare una festa per i cuccioli e cominciavano a disegnare e fecero un album bellissimo su questa storia. Verso mezzogiorno sempre dalla finestra, rientrò l’altra metà classe, si sistemò al proprio banco con occhi felici e uno di loro disse
“Grazie,professore’ ”. ”Vedi-mi disse Carla-questi ragazzi che vivono in questo ambiente degradato, è molto bello che si creino un mondo affettivo tra di loro ed ogni causa è valida purchè si aiutino l’un l’altro e questa cagnetta è stata la luce di una solidarietà.”
Un altro insegnante avrebbe cominciato a riempire di note il registro, avrebbe chiamato genitori, avrebbe fatto sospendere cinque sei alunni….purtroppo non siamo tutti pronti a comprendere l’importanza delle relazioni affettive degli altri e della ricchezza d’animo
Vilma Nazzi