Articolo di Vilma Nazzi
Oltre al Terrano, nel Carso triestino si produce la VITOVSKA, un vino bianco, di un colore paglierino e di gusto asciutto, senza sbavature. Sul Carso soffia sempre una brezza leggera che spazza via i parassiti, anche perché i ceppi vengono mantenuti bassi e in tal modo sia la forza del ceppo che del terreno, confluisce tutta nei grappoli. La resa di ogni vitigno è al massimo di mezzo chilo d’uva. Ci sono aree di terra sassosa, magra e altre zone di terra grassa e bisogna trovare l’equilibrio tra le due tipologie. Anche nella cantina c’è la stessa cura che c’è nella coltivazione della terra: la pigiatura è ancora sotto vecchi torchi, e poi per due anni il vino riposa in grosse botti di legno, legno di rovere della Slavonia, stagionato dai tre ai cinque anni. Passati i due anni il vino viene imbottigliato senza filtrazione e passano altri sei mesi prima che venga messo in commercio.
Questi sono vigneti da incorniciare e che non possono certo far parte di quelli che la UE consiglia di sradicare. In questi ultimi vent’anni sono stati impiantati tanti, troppi vigneti con pura finalità di lucro, con enologi un po’ superficiali, mentre la viticoltura deve far parte del DNA del viticoltore ed essere in sintonia con il terreno su cui cresce. E la bottiglia di Vitovska non può avere il prezzo di una bibita qualsiasi.
Un altro vino che al palato lascia un gusto di lampone e di amarena matura è il SASSELLA della Valtellina. Viene da viti di Nebbiolo, coltivate su rocce levigate dai ghiacciai e su terrazzi naturali; lì si scontrano le brezze alpine e il vento della ‘Breva’, un termine lombardo per definire un vento periodico, che viene su dal lago di Como. L’uva ha una buccia sottile e il vino ha dei profumi eleganti. La prima volta, più di cinquant’anni fa, lo bevvi a casa di un’amica scultrice, a Mandello Lario, con un favoloso piatto di ‘pizzoccheri’, pieno di burro, di formaggio sia di latteria che di parmigiano, del profumo della verza e delle patate e dell’aglio…in compenso il grano saraceno della pasta è senza glutine e così si pensa di compensare tutti i trigliceridi del piatto valtellinese!
La mia amica Lidia, mi fece regalo anche di questa ricetta: SALE alle ERBE: Per l’uso in cucina: erbe aromatiche fresche, rosmarino, salvia, timo e maggiorana, senza fare economia, e un chilo di sale marino. Si tritura tutto nel mixer finchè il sale sarà colorato verde come le erbe. Si conserva in un contenitore di vetro chiuso e serve per insaporire inalate, minestre, verdure, bistecche, pesce…
Per la vasca da bagno: al sale marino , in quantità di mezzo chilo, si aggiunge abbondante rosmarino che è stimolante o lavanda che depura il fegato. Dicono che usato di buon’ora, può fare miracoli!