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Come lavorare con le sacre piante maestre
Tutte le tecniche tradizionali per guarire l'anima
Dall'8 novembre in libreria e nei negozi online
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Come creare una mojo bag, come fare i bagni floreali e utilizzare le essenze per allontanare da sé la sfortuna in amore e negli affari, come fare le offerte, le divinazioni, come condurre una dieta efficace per entrare in comunicazione con gli spiriti delle piante. Queste sono solo alcune delle "ricette" spiegate nel dettaglio dai due autori dopo decine di anni di lavoro sciamanico.
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Ross Heaven, Howard G. Charing
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Prefazione di Pablo Amaringo
© 2024 Shake Edizioni
www.shake.it
Prezzo al pubblico € 23,00
In libreria e nei negozi online
dall'8 novembre 2024
“Questo libro conduce i lettori in regni che sfidano la logica razionale e la teoria scientifica, mostrando in modo chiaro che noi umani non siamo l’unica forma di vita intelligente su questo pianeta. Dai loro lunghi viaggi nelle culture indigene che interpretano la vita in modo molto diverso da quelle dei paesi ‘sviluppati’, gli autori rivelano una ricchezza di conoscenze sulle piante ormai perduta nella civiltà occidentale. Questo libro è allo stesso tempo una lettura affascinante e una sfida considerevole per menti ortodosse.”
Leo Rutherford, autore di The Way of Shamanism
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Dopo decine di anni di lavoro sciamanico, soprattutto a contatto con le tradizioni caraibica e amazzonica, Ross Heaven e Howard G. Charing ci introducono (con dovizia di particolari) alle tecniche da utilizzare per guarire l’anima, dall’estrazione degli spiriti maligni e la sfortuna alla conoscenza delle figure dei mangiatori del peccato e alla tradizione amerinda della pusanga, la medicina dell’amore.
In questo libro i due autori esplorano i modi (e le quantità da usare) delle maggiori piante alleate nella cura sciamanica per la salute, il ristabilimento del proprio equilibrio, l’amore, gli affari. Tutti strumenti che possono entrare anche nella nostra vita quotidiana, con tanti esempi pratici che guidano i lettori nel loro viaggio di connessione.
Nel porre a confronto le grandi somiglianze presenti nelle tradizioni sciamaniche di tutto il mondo, i due autori ne scoprono la ragione profonda: piuttosto che ragionare sulle “proprietà mediche e chimiche” delle piante, gli sciamani attivano specifiche modalità per comunicare con gli spiriti delle piante stesse. Sono questi, difatti, a suggerire i rimedi adatti alle richieste formulate dallo sciamano. Negli ultimi anni, nonostante le sfide per la mentalità occidentale, si è registrato un enorme interesse per le medicine degli spiriti vegetali e per la conoscenza detenuta da queste piante da parte delle popolazioni indigene. È sempre più diffusa la convinzione che le piante costituiscano una sorta di “medicina per i nostri tempi”, in grado di offrire nuove possibilità per coloro i quali la scienza ha fallito e di fornire soluzioni ispirate ai problemi della civiltà.
Gli autori in breve
Ross Heaven è stato un terapeuta e guida in workshop dedicati allo sviluppo personale, alla cura e allo sciamanesimo, organizzando molti ritiri rivolti all’approfondimento nell’uso delle medicine indigene. Ha scritto numerosi libri tra cui The Spiritual Practices of the Ninja; Darkness Visible; e Vodou Shaman.
Howard G. Charing è direttore dell’Eagle Wing’s Centre for Contemporary Shamanism. Ha insegnato nella Fondazione di Michael Harner per gli Studi sciamanici, e guida ritiri e workshop in Gran Bretagna, nel bacino amazzonico peruviano e sulle Ande.
Pablo Ameringo è stato un guaritore sciamanico peruviano, un “vegetalista” tra i più importanti del Bacino amazzonico, iniziato all’uso rituale dell’ayahuasca fin da quando aveva dieci anni. Si è poi dedicato all’arte visionaria, raggiungendo livelli eccellenti nel raffigurare gli spiriti incontrati nelle meditazioni.
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Lo sciamano amazzonico Wilson Montez mentre tiene (da sinistra a destra): mashushillo, floripondio e buseta, tutte piante usate nella magia vegetale.
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In questo libro viene esaminata la saggezza dei nostri alleati vegetali e viene mostrato come lavorare con loro per sviluppare la connessione con questi grandi guaritori.
Nel primo capitolo viene analizzata la gamma e la portata di come le piante guariscono. La guarigione è un concetto che, in molte culture, va al di là di ciò che la cultura occidentale normalmente considera medicina (cioè la somministrazione di una “cura fisiologica” per una “malattia fisica”) per entrare invece nel mondo dello spirito, dove possiamo ascoltare il messaggio di fondo della nostra malattia e guarirla attraverso la comprensione, la divinazione, la benedizione delle piante, un cambio di fortuna e l’ingresso in nuove realtà, in modo da sperimentare un mondo al di là della fisica, dove tutte le cose possono essere conosciute e ci sono ancora grandi avventure di frontiera. Vengono spiegati anche, in termini pratici, i principi sciamanici che stanno alla base di questi diversi approcci, in modo che sia possibile utilizzarli per creare i propri alleati spirituali.
Nel capitolo 2 viene esaminato il concetto di dieta dello sciamano, un insieme di pratiche che aiutano lo sciamano a incorporare lo spirito della pianta. Grazie a questa unione, la pianta stessa informa e insegna all’apprendista come invocare il suo potere per poterlo utilizzare nella guarigione. Vengono introdotte anche alcune delle piante che gli sciamani considerano più importanti per sviluppare un rapporto con loro, come l’ajo sacha e il sanango chirico. Tutte queste piante possiedono qualità psicospirituali e fisiche che sono in grado di adattarsi alle esigenze della cultura e della persona che le usano come propria dieta (cioè che le ingerisce in modo disciplinato e prolungato con intenzioni spirituali). Così, in Amazzonia, dove la dieta è centrale per la formazione e l’iniziazione dello sciamano, l’ajo sacha è usato per la caccia (per mascherare l’odore del cacciatore e aiutarlo a concentrarsi sulla preda); in Europa e in Nord America, invece, questa pianta aiuterà il digiunatore a scovare (cacciare) problemi più psicologici e interiori. La qualità rimane la stessa, ma la guarigione assume la forma richiesta. Naturalmente, sapere cosa succede in Amazzonia o ad Haiti e quali piante sono disponibili lì ha un valore limitato per un apprendista occidentale. Per questo motivo, il capitolo 2 offre suggerimenti sulle piante o le miscele di piante più facilmente reperibili che aiuteranno a ottenere gli stessi effetti, in modo da poter guarire voi stessi.
Il capitolo 3 considera gli allucinogeni sacri. Uno dei modi in cui le piante sono sempre state utilizzate è (secondo le parole di Aldous Huxley) quello di “aprire le porte della percezione” verso nuove e altre realtà. Si tratta di una forma di iniziazione verso se stessi; attraverso la comunione con la pianta si aprono nuovi percorsi neurali e il digiunatore può ottenere intuizioni insolite e importanti sul senso della sua vita – e di tutta la vita. In questo capitolo viene esaminato l’uso cerimoniale dell’ayahuasca nelle tradizioni dell’Amazzonia e nelle cerimonie del San Pedro delle Ande. Si scoprirà anche come lavorare con l’essenza dell’universo aperta da queste piante, in un modo che non comporti l’ingestione di allucinogeni.
Il capitolo 4 introduce due concetti importanti nella guarigione sciamanica: il recupero dell’anima e l’estrazione dello spirito. Anche se finora poco documentate, in tutto il mondo attraverso queste due pratiche le piante vengono utilizzate per restituire l’energia vitale e rimuovere le influenze negative. Spesso questo lavoro di guarigione non richiede affatto l’ingestione di piante, ma il loro uso in altri modi, come nel “rituale dei fiori” messicano, nell’uso dei paket ad Haiti, che contengono piante per aspirare le tossine spirituali, nell’uso amazzonico dei chacapas (fasci di foglie simili a sonagli) per ristabilire l’equilibrio e nel rituale gallese del mangiare il peccato pungendosi con le ortiche per ripristinare la vita e la vitalità. Si leggerà come realizzare alcuni di questi strumenti di medicina per voi stessi e come realizzare una semplice cerimonia per ripristinare il potere perduto. Le belle fragranze derivate da fiori ed erbe sono state a lungo utilizzate per la guarigione e per i sogni visionari: dalle fanciulle dei templi egiziani che danzavano con coni di incenso ai bagni floreali di Haiti e del Perù. In effetti, la parola profumo deriva dal latino perfumer, “attraverso il fumo”, un riferimento all’incenso rituale.
Nel capitolo 5, ciò che non è stato ampiamente riportato è che gli aromi dei fiori possono essere usati per cambiare la realtà fisica alterando la “fortuna”, considerata come una forza reale e controllabile nella tradizione sciamanica. In Amazzonia, gli specialisti di questa forma di magia sono conosciuti come perfumeros e sono in grado di usare l’odore non solo per ornamento o nei rituali, ma anche per scopi altamente pratici, come il successo negli affari, la vittoria in tribunale e il ritorno degli amanti che si sono allontanati. Ci sono paralleli con la tradizione voodoo di New Orleans, che utilizza gli oli essenziali per ottenere effetti simili. Nel capitolo 5 vengono spiegate queste tecniche e viene svelato uno dei segreti meglio custoditi (e più controversi) della medicina degli spiriti vegetali: come funziona davvero la pusanga (la “medicina dell’amore dell’Amazzonia”). Viene insegnato a trovare e a preparare la propria pusanga utilizzando erbe e fiori che crescono in Occidente e sono fornite le ricette degli olii profumati per cambiare la propria fortuna in amore, denaro, salute e magia.
Il capitolo 6 esplora i bagni floreali come un altro modo per rimuovere i blocchi energetici e rivitalizzare lo spirito. Anche questi sono utilizzati in numerose tradizioni sciamaniche, tra le quali quelle di Brasile, Haiti, Indonesia e Perù. Sono anche citati nella leggenda celtica, che informa le antiche pratiche di mangiamento del peccato e il mito del Graal. Esistono molti bagni di questo tipo: dai bagni kleren infuocati, in cui una persona si bagna nel fuoco, ai bagni profumati rilassanti, che purificano lo spirito e attirano l’amore. In tutti i casi, lavorano sulle nostre energie per ripristinare l’equilibrio e l’armonia. Il capitolo 6 spiega il corpo energetico, come e perché si “blocca” e si squilibra e cosa si può fare per ripristinare e rienergizzare se stessi. Include anche ricette di bagni da fare da soli, utilizzando erbe e oli facilmente reperibili.
Infine, dopo aver introdotto alcuni dei concetti principali e delle modalità di lavoro con gli spiriti delle piante, si offrono alcuni suggerimenti su come espandere il vostro lavoro con questi alleati. Spiega, ad esempio, come si può condurre una guarigione in un setting, in un ambiente moderno, in modo da poter trasmettere le proprie conoscenze nel trattamento degli altri. Nelle Appendici alla fine del libro si troveranno le tabelle delle erbe caraibiche e peruviane, con l’elenco delle piante comunemente usate in ogni cultura, i loro usi curativi e magici e gli analoghi che permetteranno di continuare le esplorazioni nel mondo degli spiriti vegetali. Sono incluse anche ricette Hoodoo per la fortuna e il successo.
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Bottiglie Wanga sospese in una casa haitiana Makaya. Le bottiglie contengono piante ed essenze per attirare la fortuna per le persone per le quali sono state preparate e rimuovere la magia maligna e le energie negative. Da notare i serpenti: nella magia degli spiriti vegetali molti sciamani riconoscono una primaria connessione tra serpenti e piante e la loro reciproca affinità.
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Ross Heaven (1960-2018) è stato il fondatore e direttore della Four Gates Foundation, una delle principali organizzazioni europee per l’insegnamento, la promozione e l’applicazione della saggezza spirituale e della psicologia della libertà. Ross ha curato seminari di guarigione, potenziamento, sciamanesimo degli spiriti vegetali e saggezza indigena. È stato anche un terapeuta di formazione occidentale e l’autore di circa venti libri sullo sciamanesimo, le piante maestre (tra cui ayahuasca, San Pedro e salvia divinorum) la guarigione e lo sviluppo personale, tra cui The Journey To You, Spirit In the City, Vodou Shaman, Darkness Visible e The Spiritual Practices of the Ninja, oltre a Infinite Journeys, un nastro di trance drumming che può essere utilizzato come accompagnamento ai viaggi sciamanici descritti in questi libri. Ross ha lavorato a lungo con gli sciamani dell’Amazzonia e delle Ande, dell’America del Nord e dell’Europa ed è stato iniziato alle tradizioni mediche di Haiti e alle pratiche del mangiare il peccato e della guarigione con le piante della Gran Bretagna celtica. Ha organizzato viaggi all’estero per lavorare con i guaritori indigeni di queste tradizioni e offerto per molti anni corsi di Sciamanesimo dello spirito vegetale e ritiri di medicina nel Regno Unito, in Irlanda, in Francia, ad Haiti, negli Stati Uniti e nel bacino amazzonico.
Howard G. Charing è un guaritore, un facilitatore di workshop e direttore del Centro Eagle’s Wing per lo sciamanesimo contemporaneo. Nato a Londra, ha vissuto nei Paesi Bassi, negli Stati Uniti e in Perù. Ha lavorato nel settore informatico dal 1970 al 1991, ma ha lasciato questo comparto in seguito al crollo di un ascensore, nel quale ha riportato gravi lesioni, un collo rotto e gravi danni alla colonna vertebrale. In questo incidente ha avuto un’esperienza di pre-morte che ha trasformato la sua vita. Questo incidente ha chiuso la porta alla sua vita prosaica “normale”, aprendo tuttavia a nuove esperienze che lo avrebbero condotto all’esplorazione e all’avventura. Negli ultimi 25 anni è stato riconosciuto come leader di workshop internazionali sullo sciamanesimo, autore e artista visionario. Per oltre vent’anni ha lavorato con alcuni degli sciamani e anziani più rispettati e straordinari delle Ande, della foresta amazzonica e delle Filippine. Ha condotto corsi di formazione e sviluppo per conto della prestigiosa Foundation for Shamanic Studies (USA) e per molti anni ha lavorato con l’Eagle’s Wing Center for Contemporary Shamanism, una delle principali organizzazioni di formazione in Europa. Si è anche qualificato come terapista pre-parto presso il Whole-Self Institute. Nel 2016, Howard ha organizzato la prima grande conferenza nell’Europa orientale “Sumiruna Awakenings” dedicata alla coscienza visionaria. Questa conferenza ha visto la partecipazione di figure di rilievo come Graham Hancock, Dennis McKenna, Jan Kounen e molti altri. Howard ha anche prodotto una raccolta di canti e icaros tradizionali in un CD intitolato The Shamans of Peru. Da molti anni organizza ritiri di medicina vegetale per lavorare con gli indiani Shipibo nel bacino amazzonico del Perù e ritiri andini con gli sciamani del San Pedro nel Perù settentrionale. Howard è stato battezzato dagli Shipibo e iniziato ritualmente al lignaggio dei maestri della comunità di Rio Napa. Howard e il suo collega Peter Cloudsley tengono anche ritiri di medicina amazzonica nel loro centro dedicato nel Parco Nazionale di Mishana. Come riserva naturale protetta che comprende diverse migliaia di acri di giungla peruviana, Mishana ospita molte specie vegetali e animali che non si trovano in nessun altro luogo del pianeta. A Mishana, i partecipanti possono lavorare con gli sciamani indigeni e sperimentare la guarigione diretta della natura attraverso la liana visionaria delle anime. I suoi altri libri sono The Amazonian Angel Oracle; The Ayahuasca Visions of Pablo Amaringo; The Accidental Shaman; e Plant Spirit Shamanism. È un artista visionario e tiene seminari sullo sciamanesimo e sulla guarigione sciamanica. Per maggiori dettagli sui ritiri di medicina vegetale peruviana e per informazioni sui prossimi seminari con Howard G. Charing, consultare il suo sito web: www.shamanism.co.uk.
Pablo Cesar Amaringo Shuña (1938-2009) è stato un artista peruviano, rinomato per le sue visioni intricate e dai colori sgargianti, e descrizioni delle sue visioni con l’ayahuasca. Per la prima volta fu portato all’attenzione occidentale da Dennis McKenna e Luis Eduardo Luna, i quali lo incontrarono a Pucallpa in un loro viaggio nel corso di un lavoro su un progetto etnobotanico. Pablo ha operato come vegetalista – sciamano nella tradizione mestizo di guarigione – per molti anni. Fino alla sua morte ha dipinto, ha coadiuvato la scuola di pittura Usko-Ayar, e ha supervisionato ritiri di ayahuasca. Prima di morire, stava lavorando su un progetto di pitture degli angeli, e al contempo documentava tramite la sua arte la flora e la fauna del Perù. Il lavoro di Pablo può essere ammirato nel documentario Ayahuasca Nature’s Greatest Gift. Quando Luna e McKenna incontrarono Amaringo nel 1985, in quel momento questo artista viveva in estrema povertà, sopravvivendo con le poche lezioni di inglese che dava ai ragazzi e qualche quadro che vendeva ai turisti di passaggio. A quel punto Luna gli suggerì di dipingere alcune delle sue visioni, un progetto che divenne poi la base del libro (cofirmato da lui e Luna) Ayahuasca Visions: The Religious Iconography of a Peruvian Shaman (North Atlantic Books 1999).
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ShaKe Edizioni
Casa editrice fondata nel 1988, ha avuto storicamente un ruolo decisivo nel portare la cultura cyber in Italia, pubblicando la seminale rivista “Decoder” e organizzando le prime importanti reti telematiche ben prima dell’arrivo di Internet. Nel corso di quasi quarant’anni Shake ha pubblicato molti dei più importanti autori delle scene d’avanguardia italiane ed estere. Tra questi Hakim Bey, Amiri Baraka, Robert Anton Wilson, J.G. Ballard, W.S. Burroughs, il Prof. Bad Trip, Matteo Guarnaccia, Bifo, Francesca Alfano Miglietti (FAM), Ed Sanders, Malcolm X, Derek Jarman, Marguerite Duras, Leadbelly, Neal Stephenson, Bruce Sterling, H.G. Wells, Pat Cadigan, Jon Savage, Don Letts, Chris Salewicz, Lloyd Bradley, Stanislav Grof, Terence McKenna, Timothy Leary, Giorgio Samorini, Ted Gioia, Marcus Rediker, Bruno Cartosio, George Pelecanos, Gil Scott-Heron, Primo Moroni, Sergio Bologna e tanti altri. Oltre 300 titoli per un catalogo tra i più rigorosi nell’editoria europea. Tra i temi molto spazio è sempre stato dedicato alla musica, intesa come indicatore sociale di più ampi mutamenti sociali, alle sostanze psichedeliche, alla cultura afroamericana e a quella cyber, alle arti d’avanguardia e al mediattivismo.
www.shake.it
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Juan Navarro, maestro andino del San Pedro, in piedi di fronte alla sua mesa (altare).
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