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Secondo l'indagine Mediobanca sul comparto, nel 2020 in Italia è previsto un calo del fatturato intorno al 20-25%. L'anno scorso il volume d'affari era cresciuto dell'1,1%. A livello mondiale, le società quotate hanno perso in tre mesi i guadagni di un quinquennio. Così lancia l’ allarme Vittoria Puleddu su La Repubblica (26 maggio) con il servizio ‘Coronavirus, anche i calici soffrono la crisi: due miliardi di fatturato in meno nel settore vino’. Tutto da leggere, ma qui interessa sottolinearne Iun ‘ primo elemento è che il campione considerato prevede tempi bui, sul versante delle vendite interne e sull'export (il 60% prevede un calo del giro d'affari oltrefrontiera) con una contrazione complessiva superiore a quella registrata nel 2009. Un pessimismo più sfumato per le cooperative, generalmente più legate alla grande distribuzione, e per i produttori di vino spumante: le prime si aspettano di risentire meno del calo dei consumi nei ristoranti e nei luoghi pubblici in generale, così come dovrebbero essere meno impattati dalla crisi del turismo vacanziero e d'affari. I secondi, puntando soprattutto sui brindisi natalizi e comunque durante le festività, sperano di arrivare a quella fase dell'anno avendo ormai superato l'emergenza sanitaria e le remore alla vita sociale.’ ‘Ma, scrive Vittoria Puleddu,.considerando le vendite interne e l'export, la perdita complessiva del fatturato del settore vinicolo potrebbe aggirarsi sui due miliardi di euro, parimenti distribuiti tra le vendite interne (il 65% dei consumi avviene attraverso canali diversi dalla grande distribuzione) e minori esportazioni. Il calo, rispetto al fatturato 2019, è nell'ordine del 20-25%.’ Queste prime stime ci fanno capire reazioni e atteggiamenti del mondo produttivo chiamati a individuare strategie nuove per la sopravvivenza dell’ intero settore. Per tracciarne un quadro abbiamo analizzato alcuni dei servizi giornalistici che ci aiutano a tracciare un primo quadro delle strategie vincenti dopo l’anno d’ oro 2019. 

0.rassegna stampa

- IL CLUB DEI 100, ANNATA DA COLLEZIONE L’ articolo è di Anna Di Martino ed è apparso su L’ Economia del Corriere della Sera il 25 maggio. Le grandi aziende archiviano un 2019 con fatturati record: insieme valgono 3,8miliardi.Su podio Cantine Riunite, Caviro e Antinori. La medaglia d’ oro per il maggior incremento di fatturato va al gruppo Ruffino che fa capo al gruppo american Constellation Brands +21% Queste alcune delle luci,ora la sfida è ricostruire il mercato

- RILANCIARE IL MADE IN ITALY – L’ EXPORT? SI FA IN VIDEO CALL - ‘ Piattaforme digitali e contratti da remoto. Così, dice il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, saranno impiegati parte dei 500 milioni stanziati per sostenere le esportazioni’. Coinvolte nei webinar 16 mila piccole aziende. - Il trend è individuato e analizzato nell’ ampio servizio di Guido Santevecchi su L’ Economia del Corriere del 25 maggio. Il ministero ha anche avviato con l’ Ice un piano per collegare online le imprese ai mercati internazionali, mentre è in arrivo una campagna di ‘rebranding’ del Paese da 50 milioni per superare la crisi reputazionale da Covid19. Il programma di ‘Telepresence’ inaugurato a Pechino nell’ ottobre 2018 si fa ora più connesso all’ insegna de LaViadellaRipresa.

- WEB E SCAFFALI STRATEGIE VINCENTI A Donnafugata delivery, ecommerce, enoteche . Caviro punte sulla grande distribuzione, cresce del 20% e punta allo shopping. Così titola l’ articolo di Isidoro Trovato apparo su L'Economia del Corriere della Sera (25 maggio) ed apère con un “I poli opposti che si toccano. Dalla grande distribuzione all ecommerce il canale classico e quello innovativo sono diventati i due scenari possibili per il settore enologico in epoca di Covid. “Senza però dimenticare il peso specifico che rappresentano i ristoranti, gli alberghi e i locali da aperitivo”come fa Josè Rallo di Donnafugata o ‘rafforzare la nostra presenza in Cina’, come ha pianificato il Consorzio vini Doc Sicilia guidato da Antoni Rallo e che ha avviato un progetto con Ice Cina. Ma c’è un settore in cui il vino ha vissuto addirittura una crescita in questo periodo di lockdown, e questo è il canale della grande distribuzione. ‘Il 2020 secondo gli addetti ailavori e come conclude Santevecchi, potrebbe rivelarsi come un anno di grandi occasioni’. Potenziare cioè la propria gamma di etichette, anche rilevando aziende in difficoltà, come potrebbe fare Caviro guardandosi attorno.

- VINO, LA BOTTIGLIA SI CONDIVIDE SU ZOOM Paola Jadeluca dedica un intero articolo alla degustazione a distanza su A&F Rapporti Internazionali (25 maggio) con la ‘storia d’ impresa’ sulla cantina Velenosi: ‘Una degustazione a distanza con la cantina che vende già in 52 nazioni’, si legge nel sommario. ‘Ha portato nei ristoranti del mondo vitigni poco noti con le sue etichette top’. Bollicine di Gran Cuvèe Metodo Classico in degustazione a distanza sulla piattaforma di video conferenze Zoom: bottiglie a Roma e ad Ascoli Piceno, e anche una pizza consegnata con gli ingredienti freschi da assemblare e mettere in forno. In questo modo, in pieno lockdown nessuno ferma Anna Velenosi, la signora del vino piceno, fondatrice e titolare dell’ omonima azienda marchigiana.

- IN CANTINA SERVE UN FISCO AMICO Federvini propone criteri di sostenibilità per tagliare la produzione ed evitare il crollo dei pressi. Boscaini:”Defiscalizzare gli utili da export e stop agli anticipi sulle accise” Pochi giorni fa qualcuno ricordava che il vino e prodotto della vigne e che questa non si è fermata e non si ferma a causa del Corona virus. Tanto che le cantine sono in attesa della loro emergenza per le riduzioni dei consumi in essere e in prospettiva. Il settore beverage denuncia un calo di valore pari al 1’%, 350 milioni al mese.Ora è tempo per le idee per il recupero. Il settore ha bisogno di misure correttive, scrive Isidoro Trovato su Imprese, Idustrie del Vino del Corriere della Sera (25 maggio), misure a tutto campo dalla produzione alla distribuzione, fino all’ export. E intervista il presidente della Federvini Sandro Boscaini il quale fornisce le cifre che hanno colpito pesantemente il settore: “75-89% per le aziende che vivono esclusivamente sull’ horeca e al 20% per chi lavorocon la grande distribuzione. E laproposta Federvini e quella della defiscalizzazione, fondi destinati alla promozione, defiscalizzazione del fatturato proveniente dall’ export e sospensione del pagamento anticipato delle accise per i liquori. Anche ricostruendo l’ attrattività del nostro territorio e del turismo. 75 milioni di turisti ogni anno comprano almeno una bottiglia di vino o di liquore .

- LA NUOVA SOCIALITA’ HA BISOGNO DEL ‘BICCHIERE’ Accanto al più serio e istituzionale pezzo dedicato alla produzione, si fa notare lo ‘(s)punto di vista’ di Luciano Ferraro che propone, ‘nel mondo capovolto della pandemia, Riccardo Cotarella, presidente mondiale degli enologhi, il quale pensa che nel futuro ci sia anche un ruolo para sanitario per i 50 milioni di ettolitri prodotti in Italia Grazie alla distillazione. Purtroppo, con la vendemmia alle porte si sono ridotti gli spazi in cantina.