Ci siamo raccontati la favola del salutismo troppo a lungo.
Ci siamo detti che il calo dei consumi di vino dipende dalla crisi economica, dalla saturazione dei mercati, dalla moda del no/low alcol. E, invece, basta uno sguardo onesto ai dati del primo mercato mondiale – gli Stati Uniti – per capire che forse è solo un comodo alibi.
Leggi anche: Negli Stati Uniti crescono gli spirits: vino e birra arretrano, tra dazi e sfide comunicative
Nel 2024, secondo il Distilled Spirits Council, gli spirits hanno raggiunto il 42,2% del mercato americano delle bevande alcoliche, superando birra e lasciando il vino al palo, fermo al 15,8% – la quota più bassa degli ultimi 25 anni. Non è un calo congiunturale: è un trend solido, coerente, costruito su strategia, appeal, linguaggi e occasioni di consumo nuovi. Nel frattempo, il vino si racconta ancora con le stesse parole di trent’anni fa.
Sulla Rivista di Wine Meridian – n° 9: cambiamenti e transizioni - leggamo che Il mondo del vino sta vivendo una fase di profondo cambiamentoe di inevitabile trasformazione.
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Nel nono numero de La Rivista di Wine Meridian si è voluto voluto analizzare questa transizione da più punti di vista. Siamo partiti dall'impatto dell'intelligenza artificiale per poi allargare lo sguardo grazie al contributo di alcune delle voci più autorevoli del settore.
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IL PARERE DEIGLI INTERVISTATI
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Sandro Boscaini, presidente di Masi
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"Oggi c’è necessità di cambiamento perché la tradizione, anima e forza del vino, è sempre stata interpretata in modo non corretto, pensando di fare quello che si è sempre fatto. Il nostro è un lavoro artigianale, ma prima di tutto un lavoro di impresa."
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Piero Mastroberardino, presidente di Mastroberardino
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"Il tema non è recuperare lo stile dei vini, ma fare una comunicazione forte, massiva e convinta sui valori del vino. Negli ultimi 20 anni si è sviluppata una campagna anti-vino di una violenza inusitata; ora ci vuole compattezza."
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Cristina Mercuri, fondatrice dell'Accademia Mercuri Wine Club
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"Essere frammentati non aiuta a fare fronte comune. La frammentazione è un punto di forza per la diversità del territorio italiano, ma a livello comunicativo ci svantaggia. Dovremmo usare tutti la stessa lingua."
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Marilisa Allegrini, presidente di Allegrini
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"Siamo di fronte a una sfida che non possiamo affrontare restando a guardare. Serve un’azione corale, da parte delle istituzioni e delle imprese, per trasformare un momento critico in un’occasione di rafforzamento strategico."
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