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Giugno - Luglio 2025

 

Indice

  • Segnalazioni

  • Le ultime dal Blog

  • Pubblicazioni recenti dell'Istituto Germani

 

La campagna russa Doppelganger in Israel

Report come quello dell’ INSS – Institute for National Security Studies continuano a denunciare come anche Israele si trovi a fare i conti (con apparente difficoltà) con le azioni di interferenza russa nella politica interna, portate avanti dal Cremlino secondo uno schema già consolidato in Europa e negli Stati Uniti. Attualmente Israele è oggetto di una campagna di influenza, rafforzata dopo l’inizio della guerra a Gaza, veicolata con il sistema Doppelganger (o RRN - Recent Reliable News).

La campagna di cui è oggetto Israele in questo momento mira a raggiungere gli stessi obiettivi delle operazioni Doppelganger analizzate dal 2022 in Francia, Germania e poi Ucraina, Stati Uniti, America Latina: promuovere gli interessi russi attraverso la polarizzazione nel paese, neutralizzare la simpatia e l’assistenza militare all’Ucraina da parte di Israele, allontanare il paese dagli Stati Uniti, spingerlo ad adottare un approccio più positivo nei confronti di Mosca.

Dal 2022 e poi nel 2023 (scenari Ucraina e Gaza) in Russia ci sono stati picchi di recrudescenza di antisemitismo e le narrative russe sul tema si sono moltiplicate e ampliate, con anche una strumentalizzazione specifica dei temi dell’Olocausto o del genocidio (i russi sono i nuovi ebrei, la russofobia come antisemitismo, le aggressioni della Nato e di un Occidente dominato da un manipolo di potenti riferibili a Israele e Stati Uniti).

All’interno di Israele, la campagna Doppelganger si comporta allo stesso modo delle sue versioni francesi o tedesche: spaccia finti contenuti di testate locali e internazionali (Mako, N12, Walla, Liberal, Fox News, Washington Post, Le Monde…) per diffondere precisi messaggi, inizialmente abbastanza grossolani nella loro forma e contenuto da saltare subito all’occhio, ma via via più raffinati e adeguati al pubblico israeliano, finendo con l’invadere i social media anche attraverso sponsorizzazioni a pagamento mirate verso personalità politiche o eventi (Israele attualmente viene accusata di usare strumenti simili sui social media contro Francesca Albanese).

Il contenuto di questi messaggi, denuncia il report, veicola false affermazioni, come quelle che prendono di mira la sinistra israeliana, protagonista di recente di grandi proteste contro la riforma della giustizia: proteste che sarebbero organizzate dal Partito Democratico degli Stati Uniti per rovesciare il governo attuale, finanziate direttamente dalla Casa Bianca; i messaggi focalizzati su Zelensky, sul governo ucraino e sulla guerra hanno un tenore più spinto che fa riferimento alla già nota narrativa del nazismo ucraino; si cercano di boicottare le campagne di raccolta fondi per l’Ucraina, si sostiene che armi occidentali che sarebbero dovute andare all’Ucraina sono state dirottate nelle mani di Hamas per l’attacco del 7 ottobre, che l’Ucraina è responsabile del pogrom all’aeroporto di Makhachkala. Ancora, in Ucraina vi sarebbero militari di Hamas in addestramento.
I report come quelli dello INSS o del JISS confermano l'attribuzione delle campagna alla gestione di due aziende russe, “SDA – Social Design Agency” e “Structura National Technologies” già identificate dal Dipartimento di Giustizia USA, manovrate dall’alto funzionario del Cremlino, Sergei Vladilenovich Kirienko.

In generale vi è un certo allarme sull’attuale capacità di Israele, molto debole, di opporsi a questa operazione sofisticata e adattiva che mira a generare criticità sul lungo termine sfruttando in maniera specifica comportamenti e tendenze della società civile, un target che Israele sembra aver sottovalutato.

 

Analisi sulle nuove strategie e gli strumenti ipermediali del movimento neofascista

Una recente analisi di Arsenio Cuenca, Death Cult in Hypermedia Environments: Martyrdom and Terrorism in the Neofascist Movement, pubblicata su Perspective on Terrorism, rivista dell'International Centre for Counter-Terrorism (ICCT) dei Paesi Bassi, prende in esame un cambiamento di regia nella strategia dei movimenti di estrema destra legati al neofascismo, introducendo l'ipotesi che la glorificazione e la commemorazione dei "martiri" della storia neofascista, vengano usati per legittimare un sentimento violento che si traveste da "autodifesa" e porta a normalizzare le cerimonie in onore dei "compagni caduti" come celebrazioni di perdite non più legate a una storia clandestina. Gli ambienti ipermediali, zone di confine fra virtuale e reale, in cui confluiscono e vengono cementate e viralizzate narrazioni e strategie finalizzate a consolidare il senso di identità collettiva, servono come luogo di trasformazione della memoria: diffusione di massa di contenuti digitali legati alle celebrazioni e alle manifestazioni in onore di caduti, ritualità, luogo di scambio e educazione alla memoria. Particolare sottolineato dall'autore, i terroristi inerenti all'ambito del suprematismo vengono esclusi dagli ambienti ipermediali poiché non favoriscono e non corrispondono all'idea di "martire" come vittima di violenza e non sono funzionali al concetto di "moderni soldati neofascisti" di cui hanno bisogno i moderni conflitti socioculturali (la narrativa della Grande Sostituzione, il decadimento dell'Occidente, la globalizzazione e il multiculturalismo, ecc ...). L'analisi si documenta anche sull'attuale scena italiana.

 

Le ramificazioni psicologiche del lavoro sotto copertura

Segnaliamo uno studio approfondito di Cheyenne Jones, An Investigation Into the Psychological Effects of Undercover Policing, sui gravi effetti psicologici negativi a cui sono esposti gli operatori sotto copertura nelle forze dell'ordine, un tema che viene trattato dall'Istituto Germani nell'ambito del corso di Psicologia delle Spie e dello Spionaggio. L'approccio del mondo accademico alla questione dei rischi psicologici di chi lavora in operazioni sotto copertura al contrasto della criminalità organizzata, del terrorismo, delle minacce alla sicurezza nazionale, è un contributo essenziale per proporre soluzioni di prevenzione e supporto nei casi in cui la salute mentale dell'agente venga compromessa in qualche modo dagli effetti del suo lavoro. Effetti numerosi e significativi che possono influire sulla vita dell'agente anche dopo il termine delle operazioni: ipervigilanza, paranoia, abbassamento della fermezza morale, deviazione empatica, ansia, stress, perdita di identità, PTSD, abusi, impatto su relazioni personali e carriera. Lo studio offre indicazioni su quali strumenti e strategie devono essere ottimizzate e impiegate per mitigare i rischi e supportare gli operativi in termini psicologici.

 

Una interessante segnalazione di lettura arriva da Formiche: si tratta di "Digitalizzazione, Disinformazione, Destabilizzazione", saggio di Michele Zizza di cui viene pubblicata la prefazione. Per chi invece avesse perso il seminario online L'Identità Perduta. Rischi psicologici dell'Agente Infiltrato, incentrato sugli effetti psicologici a cui sono soggetti gli operativi sotto copertura e i rischi raccontati da chi è stato sul campo in Italia e all'estero, questo è il link per rivederlo su YouTube.

 

Segnaliamo che le iscrizioni al CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IN HUMINT E SICUREZZA OPERATIVA: Metodologie e tecniche avanzate di ricerca informativa per la sicurezza nazionale e aziendale organizzato dall'Istituto Germani, sono aperte fino al 10 agosto.

 

Leggere per riflettere: spunti di lettura sull'estremismo
Una lista di letture il cui filo conduttore è l’estremismo. Romanzi irriverenti, distopici, analisi storiche e sociali, cronache di un mondo contemporaneo e di scenari futuri non troppo distanti.

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La manipolazione psicologica online sugli adolescenti ad opera di gruppi estremisti

Il reclutamento online dei giovanissimi ad opera di gruppi estremisti di varia natura o anche di realtà legate alla criminalità organizzata, è una minaccia concreta che sfrutta strategie e tecniche di manipolazione psicologica ben definite per ottenere risultati efficaci: indottrinamento e radicalizzazione colpiscono adolescenti spesso ignari dei meccanismi di cui diventano vittime.
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Attacchi propaganda

La "misura attiva" più efficace e devastante del KGB: l'Operation Denver

L’“Operation Denver” (e non “Infektion” come comunemente viene definita su Internet), grazie alle nuove ricerche archivistiche e storiografiche è attualmente la “misura attiva” creata dal KGB più studiata e conosciuta.

Un caso di studio ideale per comprendere i devastanti effetti sulla società di quello che alcuni pensano essere il “semplice venticello della calunnia”.

 

La logistica e la HUMINT: pilastri invisibili ma asset strategici per la sicurezza nazionale del XXI secolo

Come recenti operazioni di guerra nello scenario mondiale hanno confermato, il legame nell'ambito della sicurezza tra la logistica e la HUMINT è inscindibile, soprattutto nell'ottica di una evoluzione della difesa degli asset strategici nazionali.

Nel research paper del Generale Nicola Cristadoro, “Ideologie e motivazioni della guerra ibrida”, vengono esplorate le evoluzioni dei conflitti moderni, che, allontanandosi dal concetto di “guerre convenzionali” e superando largamente quello di guerra asimmetrica, costruiscono nuovi scenari, necessari di approcci inediti e nuovi linguaggi, utili anche all’identificazione degli obiettivi e delle strategie di potere dei governi autoritari e degli attori non-satali.

Dalla 'guerra ambigua' alla 'Guerra di Quarta Generazione', dal 'terrorismo' allo 'Sharp Power', non solo vengono definiti concetti ma anche analizzate le tattiche non convenzionali con cui Russia, Cina, Iran tramite Hezbollah e la Corea del Nord portano avanti una guerra ibrida fatta di disinformazione, cyber-operazioni, coercizione economica e forze paramilitari, così come viene analizzato il modello di guerra asimmetrica perpetuato da Hamas attraverso l’uso di scudi umani e la manipolazione delle informazioni.
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Research paper integrale di Massimiliano Di Pasquale e Iryna Kashchey "Narrazioni strategiche russe nei libri di testo delle scuole secondarie di primo grado italiane".

Sono diverse le riflessioni che si possono fare dopo aver esaminato un campione di ventotto libri di geografia adottati nelle scuole secondarie di primo grado italiane. Un primo ordine di considerazioni attiene alla qualità riscontrata nei manuali che è mediamente povera.

 I testi infatti uniscono narrazioni di base molto simili alle narrazioni strategiche diffuse dalla macchina propagandistica del Cremlino, a inesattezze, imprecisioni e, in alcuni casi, a marchiani errori fattuali. Pur con qualche differenza – vi sono testi sicuramenti migliori di altri ma non ce n’è nessuno che non presenti inesattezze e parzialità – i libri analizzati appaiono accomunati da un impianto metodologico (ideologico?) simile, consapevolmente o inconsapevolmente, organico all’immagine della Russia consolidatasi in Italia negli ultimi 80 anni.

In questa pubblicazione, Massimiliano Di Pasquale e Iryna Kashchey-Cascei hanno raccolto i risultati di una osservazione approfondita su un campione di libri in uso alle scuole medie italiane, che già dai suoi primi passi ha suscitato un dibattito a livello nazionale. Il paper è disponibile anche nella versione ucraina.
Scarica il paper in italiano
Scarica il paper in lingua ucraina

 

Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici

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