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Sempre in tema di bollicine, questa volta da forte imprinting emiliano è il Canto delle Sirene. Un Pignoletto, che cattura con la sua frizzante persistenza e immediatezza contemporanea. Metodo Charmat, con dosaggio Brut, con sosta di due mesi, si presenta al palato con una facilità di beva che non è banalità o scontatezza. Note fruttate e floreali si amplificano su croccantezza e finezza del sorso. Un vino che gioca sull’equilibrio e cremosità. Da bersi fresco a bordo piscina o sotto l’ombrellone, si accompagna dall’aperitivo fino a fine pasto soprattutto con pesce e carni bianche.
Variazioni sul tema Albana, Branchini 1858 ne offre altre due. Il Dutia. Sua maestà l’Albana fatta sorso quotidiano, gastronomico, amichevole. È apoteosi di florealità e vegetale, di freschezza e originalità officinale. Verticale ed elegante, non nasconde il richiamo varietale ma si arricchisce di una complessità aromatica più acida e verde, su cui spunta tra tutti l’aneto. Un vino che è perfetto come aperitivo, da provare con un pranzo o una cena di pesce d’Adriatico. Infine, il D’Or Luce Albana di Romagna Docg Passito. L’uva appassisce in cassette, in ambiente ventilato, per circa 3 mesi, poi si passa alla vinificazione, che ha come punto centrale la fermentazione di un anno in barrique nuove. Seguono 12 mesi in bottiglia prima della commercializzazione. Un vino che della complessità, della morbidezza ma anche della sua acuta e fresca suggestione, innalza il giallo con riflessi d’oro antico alla sua massima espressività del vitigno. Non lo si dimentica anche per approcci meditativi, si abbina a biscotteria secca, crostate, dessert a base di crema pasticcera ma soprattutto a formaggi erborinati (prezzo al pubblico a partire da 18 euro).
In tema di bianchi, questa volta internazionali, si possono ricordare il Sauvignon dal profumo penetrante e persistente con richiami varietali netti. In bocca è lungo e armonico, con una buona nota acida che gli conferisce freschezza. Ideale per affrontare primi piatti o secondi di pesce. Altro è l’inossidabile Chardonnay che grazie alla sua tenace acidità e freschezza, accompagnato dall’aroma e dal gusto elegante della frutta fresca, è perfetto compagno degli aperitivi estivi.
Visto il periodo estivo, tra i rossi è possibile puntare sul Sangiovese “base”. Un vero alfiere della cantina Branchini. Un’interpretazione che se abbassata di temperatura, anche fresco, non perde la sua autenticità e personalità. Un vino conviviale, come la Romagna sa interpretare, che a tavola dagli antipasti ai primi di terra non tradisce mai le aspettative. Da provare, però, fresco (12 °C) in accompagnamento con primi piatti adriatici con ragù o sughi rossi ma soprattutto con la grigliata di pesce azzurro.
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